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Obama in rete ha già vinto
Una prima battaglia per la corsa alle presidenziali Barack Obama l'ha già vinta. Il senatore americano dalla origini keniote in rete è praticamente presente ovunque. La sua diretta competitor Hillary Clinton zoppica vistosamente in quanto ad e-campagning.Obama attraverso la rete incassa un enorme consenso. Si va dai quasi 700.000 supporter presenti su Facebook agli oltre 500.000 commenti visibili sul Myspace del senatore. Attivo anche su su Flickr dove le foto della sua campagna elettorale superano di gran lunga le 2000. Molto attento anche alle comunità etniche presenti nel ciberspazio, infatti l'attività di campagna di Obama è presente anche sul latinissimo MiGente dove in lingua spagnola oltre 50.000 persone hanno già dato il loro appoggio, al portale della comunità afro-americana BlackPlanet e quello asiatico AsianAve, meno conosciuti..
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La "monnezza" si discute in rete
Nell'ultimo mese l'emergenza rifiuti napoletana ha quotidianamente invaso l'agenda politica dei tg nostrani, e non solo. Infatti basta fare un piccola ricerca in rete per rendersi conto di quanto il dibattito pubblico in materia di emergenza rifiuti abbia superato di gran lunga quello reale. Un pulviscolo di weblog, social network, siti e forum discute, dibatte e cerca soluzioni all'Affaire Monnezza che da qualche mese (se non da qualche anno) incombe sulla città partenopea. A partire dall'attivissimo Meetup napoletano che fa capo a Beppe Grillo, fino al gruppo Indymedia sulla città - e più in generale sulla provincia di Napoli - è venuto a crearsi un fitto flusso informativo fatto di post, articoli, foto, video, mappe capace di mettere in relazione parecchie migliaia di persone e decine e decine di gruppi e associazioni che lavorano sul territorio alla..
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Barack Obama incassa l'appoggio di Move on
E' sulla bocca di tutti in blogger in terra statunitense e non solo. La notizia ha colpito anche l'immaginario del francese Netpolitique. La notissima organizzazione virtuale democratica Move On avrebbe dichiarato il suo appoggio a Barack Obama sollevando non poca sorpresa in terra democratica ed anche qualche ovvio sospetto, come si legge nei commenti all'articolo apparso su The Nation: che in Move On si siano potuti infiltrare frange repubblicane per indebolire Hillary, ritenendo Barack più facilmente battibile e che i sondaggi in internet che darebbero ad Obama uno scostamento di ben il 40% rispetto alla Clinton sarebbero largamente taroccati. Bene, ci conforta sapere che la dietrologia non è Made in Italy.
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Fare un passo indietro a volte aiuta
E' la direzione che stanno prendendo - a livello internazionale - le nuove politiche di governo elettronico. Finita la stagione dei portali "one stop shop", degli aggregatori verticali di contenuti, e finita pure la stagione del "e-service delivering", della erogazione di servizi al cittadino a basso contenuto tecnologico, la politica si è resa conto (fino a nuova prova contraria) che fare un passo indietro può aiutare non solo la Pubblica Amministrazione a diventare più efficiente e più efficace ma la politica stessa a migliorare la propria performance di governo, rendendo più informata e trasparente la decisione pubblica. Si può leggere questa brusca deviazione di percorso fra le righe del libro di Mayer-Schonberger e David Lazer - From Electronic Government to information Government - e, ancora più chiaramente, nel Un..
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La liberatoria di apoliticità per il Festival di Sanremo
Il Festival di Sanremo inizia durante la campagna elettoralee dunque deve rispettare la par condicio.
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La chiarezza della Costituzione
Ricorreil sessantesimo anniversario della Costituzione, e la Presidenza del Consigliodei Ministri e il Dipartimento per i Rapporti con il Parlamento e Riformeistituzionali ci invitano a celebrarlo, con una serie di messaggi sulla stampae per le strade che affermano che "leggerla è il miglior modo di festeggiare".